201504.16
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Notifica accertamento domicilio errato: valida se fatta a quello delle dichiarazioni

Occorre prestare molta attenzione alla corretta indicazione del proprio domicilio fiscale nelle dichiarazioni dei redditi poiché lo stesso risulta, anche se errato e non coincidente con l’effettiva residenza del contribuente, luogo idoneo al fine della regolarità della notifica degli avvisi di accertamento effettuate dall’Agenzia delle Entrate. È quanto afferma la sentenza di Cassazione, sezione tributaria civile, n. 6959-15 (Pres. Bielli, Rel. Cirillo) depositata l’8 aprile 2015.

Il fatto

L’Agenzia delle Entrate procedeva alla notifica ad un contribuente, a mezzo servizio postale, di un avviso di accertamento all’indirizzo risultante nelle dichiarazioni dei redditi presentate dallo stesso. Tale indirizzo, per errore del contribuente, differiva dalla sua residenza anagrafica. Ne conseguiva che la notifica si perfezionava per compiuta giacenza. Il contribuente, ricorrendo avverso la cartella conseguente all’accertamento, ha chiesto alla CTP di Salerno di dichiarare decaduta la pretesa del fisco per omessa notifica dell’atto presupposto (l’avviso di accertamento), poiché tentata in luogo diverso dalla sua effettiva residenza anagrafica. Il giudice della CTP ha accolto le doglianze del contribuente che, tuttavia,  sono state rigettate dalla CTR della Campagna. Viene, quindi, chiamata in causa dal contribuente la Cassazione, la quale oggi conferma, con la succitata sentenza, l’orientamento della CTR dando ragione all’Agenzia delle Entrate.

L’orientamento della Cassazione

In particolare, la Cassazione evidenza che “l’indicazione nelle dichiarazioni dei redditi dell’indirizzo della propria abitazione costituisce specificazione di uno dei luoghi in cui può essere effettuata la notifica degli avvisi di accertamento”. Conseguentemente, spetta al contribuente procedere, nel ricorso introduttivo, a dimostrare, a mezzo querela di falso della relata dell’agente postale, che nel luogo dell’eseguita notifica non risulta alcun recapito dello stesso che sia idoneo, per legge, a far sì che si perfezioni la notifica a mezzo servizio postale. Conclude, quindi, la Cassazione che “il domicilio fiscale indicato del contribuente nella dichiarazione annuale dei redditi, costituisce atto idoneo a rendere noto all’Agenzia il recapito sia ai fini della notifica, sia ai fini della legittimazione a procedere” anche se lo stesso sia errato.